Storia della società

Dalla fondazione ai primi anni ’90

L’Handball Club Pressano nasce nel 1976, quando un gruppo di ragazzi appassionati di questo sport sconosciuto decise di costituire ufficialmente una società per dare concretezza all’impegno e alla passione che questi giovani pallamanisti ponevano nel loro sport. La neonata squadra dell’Handball Club Pressano si procurò subito un allenatore e un campo su cui allenarsi, a Trento. Si cominciò così a giocare sul serio iniziando il campionato nella serie D; la prima partita si svolse contro il Povegliano e venne persa con un punteggio di 34-5. I risultati non arrivarono comprensibilmente subito ma negli anni seguenti la costanza fu premiata e il movimento migliorò moltissimo. Dopo altre due stagioni di transizione dove i pressanotti si dovettero allenare fuori Pressano, nel 1980 finalmente si poterono evitare le lunghe trasferte per gli allenamenti giocando e allenandosi in un campo sportivo a Pressano.
Quell’anno 1980 fu anche quello che segnò l’esordio della squadra femminile. E la stagione 1979-80 vide anche l’Handball Club Pressano promosso dalla serie D alla serie C, nella quale resterà per circa un decennio. Nella stagione 1989-90 vi fu la prima promozione in serie B con una vittoria mozzafiato per differenza reti contro il Merano; a Pressano fu festa, ma fu purtroppo solo un tentativo, perché l’anno successivo l’Handball Club Pressno retrocedette ancora in C a causa di qualche importante assenza nella rosa. A farla da padrone furono però ancora una volta l’impegno e la voglia di migliorarsi: bastò infatti una sola stagione per riportare l’Handball Club Pressano in Serie B, ovvero la stagione 1991-92, campionato segnato dalla tragica scomparsa del capitano Marco Merlo che lasciò un vuoto incolmabile (tutt’oggi ogni 25 aprile a Pressano è organizzato un torneo di pallamano all’aperto per tutti in onore di Marco).

Gli anni ’90

Nella stagione 1992-93 l’Handball Club Pressano si guadagnò tranquillamente la salvezza, ottenendo il primato di migliore difesa del campionato. Gli anni seguenti furono anni di transizione fino al 1996 dove un’entusiasmante, combattuta e difficile partita contro il Chiusa giocata sotto la pioggia segnò la risalita in B. Quel giorno riempì di gioia lo staff sportivo dell’Handball Club Pressano. Il quotidiano L’Adige dopo la vittoria scriveva:È un’esplosione di gioia totale, giocatori e pubblico abbracciati in un tutt’uno e, sempre sotto la pioggia, il mister Giorgio Chistè viene portato in trionfo. E’ un tripudio, c’è già pronto lo stemma gigante della “B” deposto su di uno striscione lanciato verso il cielo. Non mancano i palloncini per fare colore e gioia spontanea, c’è anche il giro d’onore attorno a tutto il campo e tutti i giocatori al grido “Pressano, Pressano” sono subissati di applausi.
La stagione 1996-97 vede battuto il record di punti fatti in un campionato di serie B dall’Handball Club Pressano (22), mentre l’anno successivo il campionato è dominato dai cugini del Mezzocorona e Pressano è ultimo. La retrocessione non demoralizza comunque la società e l’ambiente: con il nuovo mister Luca Cotellessa e l’inserimento di diversi giovani l’Handball Club Pressano torna a macinare vittorie e nella stagione 1998-99 disputa un buon campionato giungendo secondo e conquistando nuovamente la serie B.

Le prime stagioni nel nuovo millennio

L’Handball Club Pressano entra nel nuovo millennio ad un discreto livello, disputando la B per qualche anno fino alla stagione 2003-04 quando, comprando i diritti dal Faenza, per la prima volta si passa in “A”, questa volta in Serie A2. È l’anno dell’arrivo di Massimo Moser, futuro capitano dei gialloneri e del ritorno del diciannovenne Alessio Giongo dopo 1 anno a Mezzocorona. Nonostante un campionato con parecchie squadre di livello, Pressano si salva all’ultima giornata a Malo e conquista così in extremis la permanenza in A2, sotto la guida del mister pressanotto Giuliano Merlo.
La stagione successiva vede arrivare in panchina Roberto Stedile, che guiderà il Pressano per 6 stagioni. Nella stagione 2004-05 la Pallamano Pressano disputa un ottimo campionato di A2 con Nicola Manica e Gasperini in squadra sostenuti dagli altri atleti del posto. La squadra della “mitica” sarà quinta a fine campionato, pronta per continuare nelle stagioni successive verso obiettivi sempre maggiori. È infatti il 2005-06 uno degli anni chiave per la società giallonera. I giovani del vivaio si formano nel migliore dei modi e rinforzano parecchio la squadra che chiude al primo posto il campionato di A2 davanti al Mestrino e si qualifica per disputare i PlayOff-Promozione a Roma. Con i tre fratelli Manica in rosa ed altri innesti le possibilità di conquistare la promozione aumentano e promozione fu. A Roma si giocano la promozione in A1 Pressano, Noci (BA), Casarano (LE) ed Ambra (PO): due su quattro passano, e Pressano è una di queste. Contro l’Ambra la vittoria per Pressano è risicata (3 reti di scarto), e contro il Casarano la sconfitta è bruciante, per una sola rete. È la vittoria schiacciante col Noci a regalare la promozione in A1 alla Pallamano Pressano.

Gli anni in A1 e la promozione in Elite

Il primo anno di Serie A1 nel 2006-07 è difficoltoso per la Pallamano Pressano, esordiente in questa categoria. Su 12 squadre i gialloneri si classificano al nono posto grazie ad una vittoria all’ultimo respiro, all’ultima giornata per 1 rete contro i cugini altoatesini del Bolzano. Miglior sorte per i colori gialloneri un anno dopo: con gli innesti di Marcelo Vieyra e Axel Baserga Pressano evita i PlayOut e la salvezza arriva all’ultima giornata ad Alcamo, con l’ottavo posto ottenuto a fine campionato.
Nella stagione 2008-09 l’arrivo di Vosca e Pardales lancia Pressano verso un’ottima annata. Le vittorie si susseguono e la testa della classifica è a portata di mano per buona parte dell’andata. Trieste e Bolzano sono però superiori ed ecco dunque che i gialloneri si sistemano nella parte medio-alta della classifica. Il rinforzo Scepanovic giunto al Bressanone a gennaio lancia la Forst verso le prime posizioni, e così Pressano giunge all’ultima giornata con la quarta posizione -e di conseguenza i PlayOff contro Trieste, già prima matematica- a portata di mano. Ad affrontare i gialloneri al Palavis c’è il Noci, che domina la gara e vince 35-25 superando la Pallamano Pressano in classifica e agguantando i PlayOff, relegando Pressano al quinto posto.
L’anno successivo, 2009-10 ecco un altro innesto in casa giallonera, con l’arrivo di Bogdanov direttamente dal Bolzano. Nonostante una buona squadra i collinari di Stedile fanno fatica durante tutto l’anno e sono costretti a difendere la salvezza all’ultima giornata ad Ambra. La sconfitta per 23-22 fa tremare i gialloneri, ma la concomitante battuta d’arresto del Girgenti consegna la salvezza al Pressano, che si classifica settimo e non deve così passare per i PlayOut.
Il 2010-11 è l’anno del salto di qualità per la Pallamano Pressano. Salutano Pardales, Vosca e Bogdanov; arrivano dal Conversano Campione d’Italia Adriano di Maggio e Valerio Sampaolo, mentre dal Gammadue Secchia giungono il terzino sinistro Paulo Silva assieme al nuovo mister, Fabrizio Ghedin. Questi rinforzi illustri permettono ai gialloneri dei numeri impressionanti nel campionato di A1: 17 vittorie su 20 gare disputate, squadra imbattuta fino a febbraio, vittorie brillanti su quasi tutti i campi e promozione conquistata già il 9 aprile, quando la vittoria in casa contro Trieste ha aperto alla Pallamano Pressano le porte della massima serie, la Serie a d’Elite. Le ultime giornate della stagione con la promozione in tasca sono un passerella: si chiude con il primo posto in campionato e squadra lanciatissima per un’altra stagione, dove tutta la rosa del 2010-11 viene rinforzata dagli innesti di Opalic e Dallago.

Il primo anno in Elite

Il primo anno di massima serie, il 2011-12, sorprende tutti. La Pallamano Pressano dimostra di essere squadra vera, gruppo e mostra contro tutti un gioco spumeggiante: i tornei prestagionali sono convincenti così come il primo turno della Coppa Italia, vinto dalla corazzata Bolzano. L’avvio di campionato è nella media ma la striscia positiva arriva dal 22 ottobre al 3 dicembre dove la Pallamano Pressano sigla 6 vittorie consecutive e si colloca al terzo posto al termine dell’andata. Il ritorno è più travagliato: le prime 4 partite vedono gli incontri con le prime 3 in campionato e arrivano 3 sconfitte ma i ragazzi di Ghedin non si abbattono e reagiscono, piazzando altre 6 vittorie di fila come all’andata fino alla penultima giornata che sancisce il quarto posto in Regular Season matematico. Ai PlayOff la Pallamano Pressano trova l’Intini Noci: in Gara-1, al Palavis, i padroni di casa si impongono con un 23-21 che lascia con il fiato sospeso un palazzetto caldissimo.
Il fenomeno Pressano scoppia letteralmente su tutto il territorio, guadagnandosi l’attenzione di giornali e curiosi: Gara-2 in Puglia, in diretta televisiva su RaiSport1, vede i gialloneri cedere all’orgoglio pugliese ma un inferno aspetta i biancoverdi nocesi al Palavis, martedì 24 aprile 2012. Nonostante il giorno feriale, il pubblico accorre al palazzetto come mai visto nella storia della Pallamano Pressano. Gara-3 decide chi andrà in semifinale e di conseguenza chi otterrà il posto per le Coppe Europee. Una corice di pubblico memorabile accompagna la Pallamano Pressano per 60 minuti intensi ed equilibratissimi: ci vogliono gli ultimi 5 minuti a Pressano per staccare nel punteggio i pugliesi e festeggiare l’accesso in semifinale con uno splendido 31-29 nel tripudio generale.
Gara-1 di semifinale si gioca 4 giorni dopo e la battaglia contro Noci si fa sentire nelle gambe dei gialloneri. Gli avversari della semifinale sono gli altoatesini del Bolzano che hanno costruito una vera e propria corazzata, inserendo in rosa gran parte dei giocatori più forti in Italia: la supersquadra biancorossa infatti non tradisce le attese e supera Pressano. I gialloneri reggono un tempo, poi cedono all’impeto biancorosso 33-25. Gara-2 tocca al Palavis, casa della Pallamano Pressano: l’evento è costruito a puntino, se ne parla dappertutto; d’altronde è una semifinale scudetto. Per la prima volta il Palavis è tutto esaurito e col passare dei minuti si riempiono anche le piazze in piedi: il clima è pazzesco, la partita vibrante ed equilibrata. L’esperienza e la lunga panchina degli altoatesini però prevale nel finale e Pressano saluta il campionato con un 29-32 a testa altissima, davanti agli applausi scroscianti non più dei fedelissimi sotto la pioggia come nel 1996 bensì di un’intera comunità, tra cui appassionati da tutto il nord Italia, accorsa per vedere i colori gialloneri in un match memorabile.

La nuova Serie A

Senza molti rimpianti, con una semifinale scudetto ottenuta all’esordio nella massima serie da matricola, la Pallamano Pressano risponde presente anche nella stagione 2012-2013. La formula del massimo campionato è tuttavia cambiata: sparisce la Serie A d’Elite che vedeva le 12 grandi italiane in campo e nasce una Serie A a tre gironi volti all’abbattimento dei costi di trasferta. Trenta squadre divise in tre gironi (Nord, Centro e Sud). La Pallamano Pressano, con la rosa dell’anno precedente totalmente confermata, non è più matricola, ha sulle spalle una semifinale scudetto e punta in alto. Nel Girone Nord l’unico ostacolo si rivela il Bolzano, stesso squadrone dell’anno precedente ed anche in questa stagione in piena corsa verso il titolo. I gialloneri guidati sempre da mister Ghedin, al terzo anno in panchina, non conoscono rivali e solo la corazzata Bolzano riesce a sconfiggerli (all’andata al Palavis ai tiri di rigore dopo il pareggio finale e al ritorno in quel di Bolzano per una sola rete). Pressano chiude così la Regular Season al secondo posto del girone: il passo successivo vede tutte le migliori dei tre gironi confrontarsi ai PlayOff, composti tramite sorteggio. L’urna è benevola con Pressano: i gialloneri pescano infatti ai Quarti di Finale l’ottimo ma non imbattibile Conversano (società tra le più storiche in Italia con cinque scudetti) e si collocano nella parte meno pericolosa del tabellone. Gara-1 dei Quarti è in programma a Conversano, nei pressi di Bari, e l’avversaria pugliese si rivela di grande livello: sotto per tutta la partita, Di Maggio e compagni devono reagire negli utlimi minuti per beffare i padroni di casa e mettere a segno una vittoria storica che li proietta verso la semifinale scudetto; Gara-2 infatti è una formalità al Palavis e il 31-24 maturato matematizza la semifinale scudetto, la seconda della storia giallonera nonchè la seconda consecutiva. Avversaria è la più abbordabile delle quattro semifinaliste: l’Ambra, squadra di Prato di tutto rispetto e con ottimo potenziale. La finale è alla portata ma Pressano deve fare i conti con l’infortunio accorso ad Adriano Di Maggio, colonna portante della squadra nonchè miglior realizzatore: rottura del crociato e stagione finita. Con tanti dubbi e nuove soluzioni tattiche Pressano gioca l’andata di semifinale (a differenza dei Quarti, semifinali e finale si giocano con andata e ritorno e somma reti finale) con buoni risultati: in casa l’Ambra è superata 35-31 in un match che ha visto Pressano sempre a condurre. Con quattro reti di vantaggio i gialloneri scendono in Toscana forse troppo sicuri del passaggio del turno ed il rischio è enorme: la partita di ritorno si rivela un inferno per Giongo e compagni. Un Pressano irriconoscibile è in totale balia dell’avversaria per tutto il match: Ambra tocca anche le sei reti di vantaggio e sembra poter ribaltare la situazione ma un rigore realizzato dai gialloneri all’ultimo secondo di gioco regala la sconfitta per 3 reti che, a fronte della vittoria di 4 ottenuta all’andata, qualifica Pressano alla propria prima finalissima scudetto. Avversari dell’ultimo capitolo, manco a dirlo, ci sono i Campioni d’Italia in carica della corazzata Bolzano: il margine tra Bolzano e Pressano tuttavia nel corso dei mesi si è assottigliato sempre più e l’esito della finale non è così scontato. Nel match di andata a Bolzano tuttavia l’assenza tra le file giallonere di Adriano di Maggio si fa sentire e gli altoatesini ipotecano il titolo vincendo di nove reti. Il ritorno, al Palavis, diventa soprattutto un’occasione per mostrare all’Italia il calore e la passione per la disciplina che si respirano nella piccola frazione di Pressano. Ovviamente in diretta su RaiSport come tutti i PlayOff, il Palavis si fa bello e l’evento è eccezionale: gli occhi di tutta la stampa sono puntati sui gialloneri ed attorno alla pallamano si crea un clima di importanza mai visto prima. L’impresa di ribaltare le nove reti di scarto ovviamente non arriva ma la vittoria di tre reti dei gialloneri che spegne il digiuno di successi contro Bolzano lascia tutti col sorriso: di più era difficile fare; una società come Pressano, piccola ma tenace ed impegnatissima, incoronata vicecampione d’Italia è un sogno che tutti hanno accolto a braccia aperte. Il palazzetto ancora una volta tutto esaurito applaude le gesta degli eroi gialloneri: quella sera a Pressano si è festeggiato per la prima volta un secondo posto.

Il 2012-2013 non è stato solo campionato di Serie A per la Pallamano Pressano: in virtù della semifinale scudetto ottenuta la stagione prima, i gialloneri sono entrati di diritto nelle qualificate per le Coppe Europee. Pressano ha partecipato alla Challenge Cup (una sorta di Europa League della pallamano): al primo turno disputato tuttavia i gialloneri sono stati sorteggiati con la più forte delle squadre nella competizione, lo SKA Minsk bielorusso poi vincitore della Coppa. È stato un altro esordio per i gialloneri che hanno tastato i campi europei nel più difficile dei modi: una nuova esperienza indimenticabile che consacra Pressano non solo nelle alte sfere della pallamano italiana ma anche nel giro d’elite della pallamano europea.

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